Matteo Danieli, poeta e attore nato a Trieste nel 1974, è presente in diverse antologie di poesia, come Gli Ammutinati (Edizioni Italo Svevo, 2000; prefazione di Cristina Benussi) e Ragioni e canoni del corpo (Edizioni Asefi 2001, a cura di Luciano Troisio). Ha partecipato ad happening, eventi teatrali, letture di poesia, è stato invitato a molti festival (Festival Internazionale TriestePoesia, Festival delle Arti di Morbegno, Residenze Estive, Festival di Topolò, etc.). Grazie al coordinamento de “Gli Ammutinati”, gruppo di cui è membro fondatore assieme ad altri artisti, ha partecipato alle esperienze del “Circuito Europeo Reading”. Nel 2005 è nel “Caravaggio suite” di Fabrizio Maurel, rappresentato al teatro Miela di Trieste e supportato dal Fondo Sociale Europeo per l’iniziativa comunitaria EQUAL.

Nel 2007 pubblica Genetica della stanza (Battello Stampatore, ‘i libretti verdi’). Danieli presenta una performance di voce accompagnata dagli strumenti (chitarra, sintetizzatore e drums machines) dei fratelli babygelido. Il progetto, che si presenta come concerto senza canto, ha lavorato sulla sinergia tra testi e musica e sul nucleo iniziale di Genetica della stanza. Che cos’è Genetica della stanza? È la storia del rapporto difficile di un uomo con la sua compagna che arriva ad un insanabile punto di rottura nel passaggio dallo stadio della maturazione allo stadio dell’appassimento. La volontà della propria compagna di cancellarsi dal volto le tracce di una vecchiaia e quindi di una Storia, la loro Storia, genera un primo sguardo su questa relazione dal punto di vista della “stanza”, cioè dal punto di vista di quelle pareti che ingabbiando il proprio Io fino al momento in cui queste pareti si sgretolano, non ci permettono di conoscere la forza delle nostre proiezioni e dei nostri destini.

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