Marko Kravos, nato nel 1943 in un paese dell’Irpinia dove la sua famiglia era stata confinata dal regime fascista, ha trascorso l’infanzia a Trieste. Laureatosi in lingue e letterature slave all’Università di Lubiana, lavorò a lungo nell’imprenditoria editoriale triestina; per qualche anno fu docente di lingua e letteratura slovena alla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Trieste. Nel 1996 fu eletto presidente del centro PEN sloveno.
Scrive poesia, saggistica e letteratura per l’infanzia, ma anche sceneggiati per la radio. Traduce dall’italiano, dal croato e spagnolo. Particolarmente apprezzate le sue liriche, che sono state tradotte in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, russo, serbocroato, macedone, albanese, polacco, ceco, ungherese, greco, bulgaro, romeno, georgiano e galiziano. Il suo poema più apprezzato è Jazonova sled (“Le tracce di Giasone”).
Bibliografia in italiano:
Tre favole: una dolce, una soffice ed una quasi azzurra, Editoriale Stampa Triestina, Trieste 1991;
Il richiamo del cuculo: poesie, Campanotto, Udine 1994;
Le tracce di Giasone: poema in cinque tempi con epilogo, Hefti, Milano 2000;
Quando la terra cresceva ancora, Consorzio culturale monfalconese – Mohorjeva družba, San Canzian d’Isonzo 2001;
Sui due piedi, En plein officina, MIlano 2001;
Il castello incantato, Falzea, Reggio Calabria 2003;
Il corno d’oro, Galeb – Novi Matajur, Cividale 2003.