Giulio Favento, professore di storia e filosofia al liceo, nato a Capodistria, triestino da sempre, ma che, dell’esilio, ha sentito costante il bruciore.

Nel 2009 raccoglie le poesie composte tra il 1954 e il 2007 nel volume ‘Poesie inauttuali’ pubblicato da Asterios Editore nella collana Piccola bibliothiki con il numero 12, la prefazione di Giuseppe O. Longo, la nota critica di Franco Ferranti e le note di carattere linguistico di Livia Zanmarchi de Savorgnani. Nel libro è compresa ‘Liberàlia. Meditazione poetico-musicale sulle Arti del Trivio e del Quadrivio’, testo messo in musica dal compositore Nicola Samale per voce recictante, soprano, violino e violoncello e rappresentato in prima esecuzione all’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste l’11 dicembre 2004 dall’ensemble Lumen Harmonicum.

Poesia coltivata da una vita, pure attraverso approdi lontani, infilata in un ordito di problemi filosofici mai sopiti né rischiarati. Frammenti, segni di calde emozioni, poi placate, finalmente rivissute, unite ad enigmi grondanti incertezze e dubbi.