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l'altro riccardo

l'altro riccardo

lisa deiuri con i baby gelido e sara alzetta al basso

lisa deiuri con i baby gelido e sara alzetta al basso

la verità, tutta la verità, dica ti amo

la verità, tutta la verità, dica ti amo

performance di musica classica indiana

performance di musica classica indiana

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verso la sessione terza...

verso la sessione terza...

Che indimenticabile notte d’estate nel parco…

Una sessione poetica di una rara intensità si è svolta nella serata di venerdì. Uno sforzo organizzativo di un certo rilievo, bisogna ammetterlo. Un palinsesto talmente fitto da prestarsi a molteplici critiche e perplessità. Ma quest’occasione è stata colta con il solito immutabile spirito. Lo scopo, alla fine, è stato raggiunto. Il parco è stato poeticamente invaso. Felicemente condiviso. Dolcemente assimilato. Che cosa si può volere di più?
Il solito fondamentale responso, dipinto sui visi delle persone che vi hanno preso parte, è arrivato in tutta la sua deflagrante bellezza. Per noi, sempre in drammatico bilico tra il frenetico dietro le quinte e il crudele proscenio, queste sorsate di reciproca soddisfazione sono l’essenza del progetto. Poi ci sono, come sempre, le inevitabili limature. Sarebbe folle non tenerne conto. Ma, per fortuna, il percorso è evolutivo. Migliorare è l’unico concreto impegno da assumersi. Farlo consapevolmente rappresenta la vera sfida…

I molteplici protagonisti della serata hanno saputo regalare momenti di intensità variabile ma di indiscussa qualità. Il tutto ha avuto inizio con la conferenza su l’altro Richard (Francis) Burton (1821/1890), una esaustiva panoramica su un personaggio poco noto ma di grande rilievo (esploratore, traduttore, diplomatico) ad opera di Riccardo Cepach. Operazioni culturali di questo calibro sono oltremodo apprezzabili e il compito di divulgare incuriosendo, stimolando l’interesse, suscitando una sorta di serio divertimento passa necessariamente per il grado di coinvolgimento del relatore. E, bisogna dirlo, Riccardo Cepach è stato capace di sgravare la materia trattata dal peso dell’erudizione e di rovesciare il senso stesso della trasmissione / condivisione della conoscenza. Non tutti possono ambire a tali risultati.
Successivamente, sempre all’interno dello Spazio Villas (decisamente, ancora una volta, un ambiente capace di sottolineare l’eccellenza del momento), si è proceduto con la proiezione del promo del film documentario sulle famiglie omogenitoriali italiane intitolato «Il lupo in calzoncini corti», alla presenza di Nadia Dalle Vedove, una delle due autrici. L’interesse suscitato dal progetto (una produzione consapevole che coinvolga direttamente i fruitori finali del prodotto senza passare per le regole di un industria televisiva e cinematografica sempre più lontana dalle richieste del pubblico) è stato indiscutibilmente sincero. Il fatto di aver offerto una vetrina per la diffusione di un’operazione così delicata e sensibile è per noi motivo di grande orgoglio. In bocca al lupo…
Poi, in tempi tecnici più o meno ragionevoli, la sessione terza si è sviluppata all’esterno, nell’area all’aperto adeguatamente allestita per lo svolgimento delle performances poetiche e musicali. In un viale alberato che, a causa della cosiddetta ‘malattia degli ippocastani’, ha evocato uno scenario autunnale in piena estate (per chi si alimenta di suggestioni, una location degna di un poetico parco…) si sono susseguiti momenti di originale e sincera poesia. Le lucide ed ispirate liriche di Giuseppe Lazzaro (una serie di componimenti formalmente ineccepibili e sostanzialmente densi di significati) hanno aperto un varco nel quale hanno trovato spazio una miriade di caleidoscopiche emozioni. Mostrare se stessi senza esibirsi, aprire il proprio cosmos/caos ed essere capaci di richiuderlo comprendendolo, cogliere l’essenza della propria ricerca rinunciando al vano orgoglio sono le caratteristiche di spiriti di una certa elevazione. Ma forse questa è un altra storia…
È toccato poi ad Edvino Ugolini il compito di riportare la questione su un piano più concreto, più oggettivo. La consumata abitudine di un protagonista così presente (a se stesso e al suo tempo) ha creato i presupposti per un prezioso momento di riflessione. Ampio spazio ha trovato la messa in condivisione della sua visione sulla sfuggente realtà dei giorni nostri nel lodevole tentativo di smuovere le coscienze, di sensibilizzare il pensiero, di riappropriarsi della dignità di essere nel mondo. Uno spazio minore ha purtroppo avuto la messa in condivisione dell’anima lirica dell’autore, con le letture scelte dal libro «Poesie sparse». Ma, forse, non è stato del tutto casuale…
A chiudere il trittico poetico è stata la performance di Lisa Deiuri, accompagnata dall’inconfondibile sound del duo Baby Gelido (che, per l’occasione, si è evoluto in un trio, grazie al contributo di Sara Alzetta, al basso elettrico). In una vorticosa sessione di parole e suoni si sono manifestati diversi livelli di un’unica emozione, frutto dell’esplorazione della vasta e insondabile varietà del sentire femminile. Le alternanze di registro (dall’algida consapevolezza al divertito canto canzonatorio, passando per gli oscuri labirinti del pensiero) rendono la produzione lirica di Lisa Deiuri degna di un’attenzione non superficiale.
La serata è proseguita con la lettura e la premiazione dei migliori racconti e poesie sul tema dell’omoaffettività partecipanti al concorso «La verità, vi prego, sull’amore», a cura del Circolo Arcobaleno Arcigay e Arcilesbica di Trieste. Un momento decisamente alto (grazie anche alle coinvolgenti letture eseguite da Paola Castellan, Sergio Pancaldi e Christiana Viola), presentato con la dovuta solennità, in cui è stato possibile conoscere ed approfondire le opere finaliste della prima edizione del concorso letterario. È emersa un’alternanza di sensibilità, oltre ad un’inevitabile varietà stilistica, ma il tema del concorso è stato affrontato in maniera esaustiva (per i dettagli sul concorso, consultate il sito). Ma l’amore, inutile dirlo, è un argomento vasto ed impossibile da cogliere nella sua interezza. L’amore con i suoi arcani inganni e le sue strazianti sublimazioni, l’amore che travolge l’impalcatura sensoriale e rende impossibile la sua comprensione attraverso la ragione, l’amore come oasi di pura gioia condivisa in un percorso esistenziale fatto di perigliose tappe in solitaria, l’amore che salva e condanna con un unico gesto, l’amore che non distingue latitudini e longitudini di un’ipotetica geografia dell’anima, l’amore come forma di energia trasversale che si manifesta a diversi gradi di intensità nell’universo… O, più semplicemente, Omnia vincit amor et nos cedamus amori
A chiusura della fitta sessione di luglio è stato possibile assaporare un momento musicale di grande intensità. Il concerto di musica classica indiana, eseguito dal trio Baldassarri / Milanesi / Innocenti (Sebastian Innocenti, harmonium), ha prodotto l’effetto desiderato. Così, malgrado gli smottamenti di palinsesto che hanno fatto iniziare il concerto con un consistente ritardo, è stato possibile prendere parte ad un magnifico rituale, coinvolgente e avvolgente, che ha lasciato un segno indelebile in coloro che hanno saputo attendere il finale. Un momento topico, un frammento da raccogliere ed incorniciare, da porre tra le cose più degne di un parco che si veste di poesia (cercando, nella mescola delle multiformi espressioni artistiche, di oltrepassare il senso convenzionale della poesia stessa). La potenza della parola che si fa suono, la condivisione di un’esperienza sensoriale eseguita con un rispetto (di sé, dell’altro, di tutto il resto) encomiabile, il dolce abbandono indotto dalle suadenti sonorità di strumenti esotici sono solo alcune delle caratteristiche emerse. Un momento, però, domina su tutto: ad un certo punto, a notte inoltrata, le cicale, risvegliate dall’arcano richiamo, hanno accompagnato, con un maestoso frinire, il finale dell’esecuzione. Un capitolo di Panteismo naturalistico allo stato puro ancora da metabolizzare…

sessione terza | 24 luglio

sessione terza | 24 luglio

Programma previsto per la serata del 24 luglio, dalle ore 20 in poi presso lo spazio circostante il Padiglione M (via de Pastrovich 1):

Presentazione del film documentario sulle famiglie omogenitoriali italiane Il lupo in calzoncini corti alla presenza delle autrici (www.illupoincalzoncinicorti.com)

Leggende di uomini straordinari: l’altro Richard Burton, conferenza di Riccardo Cepach

Poeti in lettura: Giuseppe Lazzaro, Lisa Deiuri (accompagnata dal duo Baby Gelido) e Edvino Ugolini (presentazione del libro «Poesie sparse»)

La verità, vi prego, sull’amore: letture di testi noti ed inediti sul tema dell’omoaffettività e premiazione dei migliori racconti e poesie sull’omonimo concorso, a cura del Circolo Arcobaleno Arcigay e Arcilesbica di Trieste

Concerto di musica classica indiana (Elena Baldassarri, tabla / Giovanna Milanesi, canto e tanpura)

Biblioteca Nazionale di Sarajevo | Fotografia: Gianni Palcich

Biblioteca Nazionale di Sarajevo | Fotografia: Gianni Palcich

Diffondiamo con piacere il seguente comunicato (con la segreta speranza di prendervi parte…):

Il 25, 26 e 27 settembre 2009 si svolgerà l’ottava edizione degli “Incontri internazionali di poesia di Sarajevo”, dedicati alla memoria del grande poeta Izet Sarajlic.

La manifestazione è curata dalla Casa della Poesia di Baronissi (Salerno) e organizzata dall’Ambasciata italiana di Sarajevo.

Anche quest’anno un pullman di viaggiatori consapevoli, poeti e musicisti partirà da Trieste la sera di giovedì 24, con rientro nella serata di lunedì 28 settembre.

Un’occasione per vedere e ri-vedere Sarajevo, con la sua atmosfera unica e la sua valenza simbolica: una città distrutta dall’odio proprio in quanto simbolo di pacifica convivenza, che sta ritrovando faticosamente la sua plurale identità.

Le bellezze della città e dei suoi dintorni, le gioie della sua gastronomia, dei suoi paesaggi, delle sue botteghe artigiane coinvolgono sempre spettatori e poeti in un partecipe, attento vagabondaggio che costituisce l’altro lato (poetico anch’esso) di un’esperienza indimenticabile.

Informazioni e iscrizioni (dal 1° luglio):

c/o KNULP
via Madonna del mare n. 7/1
Trieste
tel. 040300021
knulp@knulp.it

Per saperne di più…

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