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spazio jack villas

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jack to jack

jack to jack

lorenzo e jack

lorenzo e jack

applausi a jack

applausi a jack

To beat or not to beat...

To beat or not to beat...

Bisognerebbe scrivere un poema sulle ultime notti di luna nuova nel parco. Si racconterebbe di un fine settimana poetico in cui una doppia sessione ad intensa emissione di emozioni ha messo a tacere le viscerali avversità del Caso. E non a caso… Il doppio, appunto. Forse vero tema dominante delle scorse sessioni (l’altra anima, dialogo poetico, recital Franco / Morpurgo). E, ovviamente, la sua negazione nell’unicità di un poeta dello spessore di Jack Hirschman.

Impossibile descrivere oggi, qui, la serata trascorsa in compagnia di Jack. Meglio sorvolare sulla matassa di sensazioni che rimane al suo passaggio. Ma non si può tacere a proposito dell’ importanza della sua presenza. Jack ha regalato a tutti gli amici convenuti una tonificante brezza di speranza. La potenza dei suoi versi, declamati in vibrante cadenza beatnik, ha riempito tutti gli angoli sensibili. C’era l’indomabile fierezza di chi lotta per la dignità (propria e degli altri). C’era la pervadente radiosità della controcultura americana. C’era il profumo di San Francisco. Ma anche i rumori di New York. Ah sì, il doppio…
Ma come tacere di tutto il resto? Il ‘nido’ che ha accolto Jack è stato una grande impresa comune. Gli amici, gli ospiti, i partecipanti, il pubblico. È merito di tutti.
La sala dello Spazio Villas è stata uno scrigno degno e sincero, una generosa oasi di cui Jack si ricorderà. E anche noi non dimenticheremo facilmente.

Come, del resto, non dimenticheremo l’importanza della sessione prima di ‘Oh Poetico Parco…’. Lo sguardo sulla letteratura slovena, il dialogo di una poetessa triestina di lingua slovena e di un poeta goriziano di lingua italiana (chissà perché mi viene in mente il Carso…) ha un’unica, inequivocabile volontà. La volontà di provare a far dialogare anime diverse ma, alla fine, identiche. Identiche nella necessità. Nella necessità di capire e di farsi capire. Ne riparleremo più in là. Intanto un piccolo passo lo abbiamo fatto.
Il concerto recital di Alessandra Franco e Riccardo Morpurgo ha dato alla serata una decisa sterzata verso emozioni estreme, fatte di suoni che riescono ad avere un colore, un profumo, un sapore. Rapiti dal virtuosismo delle esecuzioni del duo, scossi dall’intensità del sentire comune, naufragati nella tiepida magia del momento, i volti dei presenti dichiaravano una beatitudine incondizionata.
Tutte le parole sono inutili. Solito, crudele assioma: bisognava esserci

Grazie, Jack...

Grazie, Jack...

Paolo Bernetti alla tromba ...e al pianoforte

Paolo Bernetti alla tromba ...e al pianoforte

Dialogo Poetico con Majda Artač Sturman

Dialogo Poetico con Majda Artač Sturman

L'altra anima di Trieste

Un "pezzo" de L'altra anima di Trieste.

Il fado di Alessandra Franco e Riccardo Morpurgo con un riflesso di rosa

Il fado di Alessandra Franco e Riccardo Morpurgo ...con un riflesso di rosa

– fotografie di marco spanò-

Pubblichiamo quasi integralmente l’articolo, scritto da Walter Chiereghin e apparso sul numero di dicembre 2008 di TRIESTE Arte & Cultura, dedicato all’antologia di scrittori sloveni per lettori italiani.

Capita a volte che, nel compulsivo ricorrersi di libri utili inutili, quando non addirittura dannosi, che intasano le nostre librerie, affiori un volume del quale lungamente s’era avvertita la mancanza. […]
Il libro del quale parliamo tenta di scalfire il muro dell’incomunicabilità, offrendo al lettore italiano un’articolata selezione di testi tradotti, per lo più scritti nel Novecento, che danno conto di un secolo e più di vita parallela di tanti triestini di lingua e di cultura slovena. Non si tratta propriamente di un’antologia letteraria, in quanto alcuni dei testi presentati sono stati scritti con intenti che esulavano dalla finalità poetica o narrativa per essere inscritti nel registro della testimonianza, della saggistica o della prassi, come nei discorsi parlamentari di Josip Vilfan e di Engelbert Besednjak o nella predicazione ecclesiastica di Jakob Ukmar, o ancora nelle lettere di struggente addio scritte dai condannati a morte dal Tribunale speciale, come Pino Tomažič e Simon Kos. Voci diverse, accomunate da un idioma comune e chiamate, in questo volume, a comporre assieme una polifonica corale rappresentazione di un popolo intersecato con quello, maggioritario, di lingua italiana col quale, nell’esiguo ambito di questo fatale lembo d’Europa, ha condiviso lo spazio senza condividere appieno i destini.
Emblematicamente, il brano che apre il libro curato dalla Pirjevec è uno dei più celebri racconti di Boris Pahor, noto anche ai lettori italiani che hanno potuto leggerlo inserito nella raccolta pubblicata col titolo Il rogo nel porto. Si tratta dì Una sosta sul Ponte Vecchio […]
Il racconto collocato dalla curatrice nella posizione d’esordio costituisce in effetti un punto d’arrivo nella descrizione di un secolo di storia e anche di una condizione esistenziale condivisa da un popolo che ha inteso caparbiamente non spogliarsi della propria identità anche quando il regime totalitario instauratosi in Italia in esito al primo conflitto mondiale cercò con ogni mezzo legale ed illegale dì conculcarne i più elementari diritti, a partire da quello, basilare, di potersi valere dell’uso della propria lingua materna quantomeno nei rapporti interpersonali se non in quelli giuridici.
All’altra estremità del libro, la chiusura è affidata ad alcune pagine di uno dei più acuti intellettuali sloveni triestini, Miran Košuta, di due generazioni abbondanti più giovane di Pahor, che nel suo Slovenica si interroga su croci e delizie della sua condizione di appartenente a questa minoranza […]
Tra il racconto di Boris Pahor e la visione problematica di Miran Košuta, si distende nel libro curato dalla Pirjevec un secolo intero, rivisitato tramite l’esibizione di testi diversissimi tra loro per intenti e motivazioni, dalle liriche di Kosovel e Miroslav Košuta, alle prose di Pahor e di Rebula e decine e decine di altre testimonianze nei più eterogenei registri, che unitariamente compongono una storia di tutt’intero quel secolo breve e terribile che da poco ci siamo lasciati alle spalle. Per la comunità degli sloveni triestini, com’è noto, un secolo aspro e problematico, che ha visto la miseria del pregiudizio e della prevaricazione assieme all’eroismo di una resistenza tenace e combattiva, lacerazioni divaricanti e tentativi di convivenza civilmente rispettosa dell’altro, in un equilibrio precario sempre pencolante tra assimilazione e chiusura autoreferenziale.
Ci piace però pensare che quanto ci viene narrato da questo libro non sia la rappresentazione di quello che la comunità degli sloveni triestini è stata, ma, prendendo ancora in prestito la visione di Miran Košuta, di ciò che essa sarà nel futuro che freme dinnanzi a noi.

To beat or not to beat... Jack Hirschman

To beat or not to beat... Jack Hirschman

Sessione speciale OHPOPA2009
To beat or not to beat… Jack Hirschman

Domenica 24 maggio 2009 / dalle 20 in poi
Spazio Villas / Parco San Giovanni (trieste)

20.00
Proiezione di Caffé Trieste – un documentario a cura della Cappella Underground
21.00
Reading poetico con Jack Hirschman
23.00
Concerto in JackSession

In gentile compagnia di:
Paolo Cervi Kervischer / Fabio Sfregola / Franco Valussi / Baby Gelido / Riccardo Cepach / Lorenzo Acquaviva

Spazio Villas

Spazio Villas


Programma previsto per la serata del 22 maggio, dalle ore 20 in poi presso lo Spazio Villas (via de Pastrovich 5):
Presentazione dell’antologia ‘L’altra anima di Trieste. Saggi, racconti, testimonianze, poesie’, Mladika, Trieste 2008, con Nadia Roncelli (editore), Marija Pirjevec (curatrice) e Walter Chiereghin.
Dialogo Poetico con Francesco Tomada (Gorizia) e Majda Artač Sturman (Trieste), accompagnati da Flavio Davanzo (tromba).
Concerto recital per piano e voce del duo Alessandra Franco e Riccardo Morpurgo.

A seguire, sotto al pergolato glicine (Padiglione M):
JazzSet nella VIP(VideoInstallazioniPoetiche)area, djset a cura di PapaLoki con la collaborazione di Radio Fragola.

Protagonisti