un attimo dalla serata del 10 agosto

un attimo dalla serata del 10 agosto (fotografia: gianni palcich)


marco spanò)

un mirabile scorcio dal padiglione m (fotografia: marco spanò)


C’è ben poco da aggiungere a tutto quello che è stato già detto sulla rassegna intitolata Oh Poetico Parco
La scelta di svolgere la serata finale nell’area vicina al Padiglione M è stata coraggiosa e, in conclusione, gratificante. Il rischio era quello di non riuscire a fondere armoniosamente letture, videoproiezioni, installazioni, degustazioni e tutto il resto. Ma, alla fine, il maestoso glicine ha saputo restituire incondizionatamente l’attenzione ricevuta.
L’atmosfera era talmente densa di poesia (in musica, in immagini, in parole) che si ha avuta la percezione che tutto fosse in stretta armonia con la notte estiva nel parco. La sensazione era quella di trovarsi in una preziosa oasi, una delicata bolla che per qualche ora ci ha sottratti ai comuni doveri dell’agire in questo spazio-tempo…
Ma al di là delle sensazioni (individuali) rimane la piena soddisfazione (collettiva) per aver creato, condotto e concluso qualcosa di importante. Forse si tratta solo di un segno, di un messaggio ancora tutto da decifrare. Questo è il compito al quale ci sentiamo chiamati ora (oltre a restituire una degna documentazione audiovisiva della rassegna, che pubblicheremo un po’ per volta su questo blog). Decifrare, non per misurare freddamente il fenomeno, ma per continuare ad alimentare l’idea che sostiene il nostro progetto.
Oh Poetico Parco chiude il sipario, per ora. Da qui si parte per il prossimo giro di giostra…

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