Alberto Princis è nato nel 1959 a Gorizia, dove risiede e lavora. Si è laureato nel 1986 al DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, con una tesi in Psicologia delle Arti dal titolo “James Hillman: arte e terapia”. E’ membro del P.E.N. Club International, Centro di Trieste.
Ha pubblicato finora sei libri di versi, Le orme e i cancelli (1985), L’amore opaco (1989), Le lucciole del corpo (1999) per le edizioni Braitan di Cormons (GO), Parole senza cornice (1993) per i tipi dell’Istituto Giuliano di Storia Cultura e Documentazione di Trieste, la raccolta Versi al Cappello (Transmedia, 2004) e il nuovo volume Campionario estate/autunno (Hammerle, 2008). Un volume di aforismi, epigrammi e prosa varia, La grandezza e l’alibi, è stato pubblicato dall’editore Campanotto nel 1994. Ha tradotto dallo spagnolo il volume di poesie La mulatta del balcone di fronte di Juan Carlos Iglesias (Ibiskos, 2001), i romanzi La favola di Innocenzo Onesto, il decapitato di Juan Octavio Prenz (Marsilio, 2001) e Morte nel bosco di Eugenio Fuentes (Marsilio, 2002). Ha scritto i saggi La terra e la parola (Atti del convegno “Questa bella d’erbe famiglia”, Gorizia, 7-8 giugno 1997) e Il veleno della salute (Atti del convegno “Per una psichiatria senza cerebrofarmaci, Gorizia, 24 ottobre 1997). Ha scritto inoltre saggi critici sull’opera di alcuni artisti e fotografi, tra i quali Tobia Ravà (L’anima del suono, in Orienti Occidentali, AlcArte, 1987), Ernesto Paulin (Il macello, in Studi Goriziani, Biblioteca Statale Isontina 91-92, 2000) e Roberto Kusterle (Reliquie animali ironici inferni, controcanti per ritratti, in Riti del corpo, Galleria Regionale Spazzapan, 2003).