Biblioteca Nazionale di Sarajevo | Fotografia: Gianni Palcich

Biblioteca Nazionale di Sarajevo | Fotografia: Gianni Palcich

Diffondiamo con piacere il seguente comunicato (con la segreta speranza di prendervi parte…):

Il 25, 26 e 27 settembre 2009 si svolgerà l’ottava edizione degli “Incontri internazionali di poesia di Sarajevo”, dedicati alla memoria del grande poeta Izet Sarajlic.

La manifestazione è curata dalla Casa della Poesia di Baronissi (Salerno) e organizzata dall’Ambasciata italiana di Sarajevo.

Anche quest’anno un pullman di viaggiatori consapevoli, poeti e musicisti partirà da Trieste la sera di giovedì 24, con rientro nella serata di lunedì 28 settembre.

Un’occasione per vedere e ri-vedere Sarajevo, con la sua atmosfera unica e la sua valenza simbolica: una città distrutta dall’odio proprio in quanto simbolo di pacifica convivenza, che sta ritrovando faticosamente la sua plurale identità.

Le bellezze della città e dei suoi dintorni, le gioie della sua gastronomia, dei suoi paesaggi, delle sue botteghe artigiane coinvolgono sempre spettatori e poeti in un partecipe, attento vagabondaggio che costituisce l’altro lato (poetico anch’esso) di un’esperienza indimenticabile.

Informazioni e iscrizioni (dal 1° luglio):

c/o KNULP
via Madonna del mare n. 7/1
Trieste
tel. 040300021
knulp@knulp.it

Per saperne di più…

‘La poesia non è meno misteriosa degli altri elementi dell’Universo’
Questa considerazione di Jorge Luis Borges ci accompagna laconicamente verso il primo anno di attività della rassegna. E, a questo punto, sarebbe opportuno trarre delle conclusioni intermedie.
Tante cose hanno cambiato forma e sostanza (più o meno misteriosamente) nel giro di un anno. Molte forze convergenti stanno quotidianamente lottando nel tentativo di cristalizzarsi in una identità definita. Ma forse, ancora più laconicamente, di questi aspetti bisognerà riparlarne in un’altra occasione…

sessione seconda | 26 giugno

sessione seconda | 26 giugno

Per la sessione di giugno, ‘Oh Poetico Parco…’ ospita, con rinnovato piacere, uno degli appuntamenti della X Edizione di Residenze Estive 2009, che si svolgerà dal 25 al 29 giugno.
Residenze Estive 2009 / Incontri residenziali di poesia e scrittura a Trieste e nella Regione Friuli Venezia Giulia è un evento curato dall’Associazione & Rivista Almanacco del Ramo d’Oro, in collaborazione con Il Ramo d’Oro Editore e Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico.

Il Festival di poesia e Laboratorio culturale attraversa varie espressioni e contaminazioni artistiche. E’ un progetto che comprende visioni e prospettive diverse tra loro, ne coglie gli aspetti specifici e crea occasioni di confronto e scambio attraverso rapporti formali e informali, con poeti/e, scrittori, scrittrici e artisti/e di diverse tendenze, attraverso letture, seminari, video, esposizioni, performances. Caratteristica del progetto è la residenzialità “aperta” degli ospiti che soggiorneranno per cinque giorni a Duino (Trieste), presso la Foresteria del Castello (Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico) e incontreranno il pubblico e gli appassionati di letteratura in diverse occasioni e luoghi, condividendo molti momenti e spazi della vita quotidiana. Il progetto punta sulla riappropriazione di un tempo più disteso, nel quale l’incontro con “l’autore” non avviene solo nel momento pubblico e già organizzato dello spettacolo. Le letture pubbliche si svolgono in diversi luoghi della provincia di Trieste, in Istria (Croazia), e in Slovenia.

Il programma nel dettaglio (a partire dalle ore 20):
Visione del cortometraggio “La canta delle marane” (Italia, 1961) di Cecilia Mangini, tratto da un capitolo di “Ragazzi di vita” di P. P. Pasolini.
Letture di poesia e prosa: Giulio Mozzi, Claudio Damiani, Marcello Potocco (Slovenia),Tiziana Cera Rosco, Aljoša Curavić (Slovenia), Paolo Tomasella.
Accompagnamento musicale di Paolo Bernetti (tromba).
Con la partecipazione di Milo De Angelis, Gabriella Sica, Adriano Sansa, Slobodanka Ćirić (Serbia), e altri autori che partecipano a Residenze Estive.

A seguire:
JazzSetnellaVIP(VideoInstallazioniPoetiche)Area, djset a cura di PapaLoki e GiovaneZanna (Dica33), con la collaborazione di Radio Fragola.

Scarti d’autore. 20 lirigrafie

Scarti d’autore. 20 lirigrafie

Romanzo Balcanico | Abdulah Sidran

Romanzo Balcanico | Abdulah Sidran

Segnaliamo con piacere il doppio evento che, oltre a presentare la pregevole opera storico-letteraria ed avviare un dibattito sui Balcani prossimi venturi, si presenta come un’imperdibile occasione per incontrare il grande poeta di Sarajevo, Abdulah Sidran.

Mercoledì 3 giugno, ore 18.30
Stazione Rogers – riva Grumula, 12
Giovedì 4 giugno, ore 18.30
Spazio Villas – via de Pastrovich, 5

dibattito su
Quale futuro per i Balcani
in occasione della pubblicazione dell’opera di Abdulah Sidran
Romanzo balcanico
(Aliberti editore, pag. 928, € 37)

oltre ad Abdulah Sidran, intervengono:
Piero Del Giudice, curatore del libro e ideatore del progetto
Franco Rotelli, direttore generale Ass 1 Triestina
Stefano Lusa, analista politico, storico
Stefano Bravin, responsabile Ipsia-Acli Trieste, area Balcani

interpreta alcuni passi di Romanzo balcanico l’attrice
Claudia Cotti Zelati

Aliberti Editore
Associazione Culturale e Umanitaria ‘La Notte della Cometa’
IPSIA – Istituto Pace Sviluppo Innovazione ACLI
CLU Cooperativa Sociale Lavoratori Uniti Franco Basaglia

È da pochi giorni in libreria Romanzo balcanico, la complessa e ambiziosa opera che parte dalle scritture cinematografiche e teatrali del poeta di Sarajevo ABDULAH SIDRAN e affronta le grandi cadenze della fondazione – durante la Seconda Guerra Mondiale e Resistenza -, della crescita drammatica, dello sviluppo e della dissoluzione della Jugoslavia.
Romanzo balcanico, è un libro di Storia della Prima e Seconda Jugoslavia – il regno Trino dei serbi, dei croati e degli sloveni della monarchia Karadordevic e la Federazione Socialista di Tito – e, nello stesso tempo, è un libro di cinema: “il cinema che con Abdulah Sidran ed Emir Kusturica ha rivoluzionato canoni e temi della cinematografia balcanica, da Papà in viaggio di affari (Palmarès a Cannes) a Ti ricordi di Dolly Bell? (Leone d’oro a Venezia)”.
Ed è infine un libro sulla famiglia Sidran di Sarajevo e sull’opera poetica di Abdulah Sidran, legata all’anima e al destino della sua città. Romanzo balcanico è soprattutto libro contestuale e circolare con pagine inedite dei grandi autori del secolo scorso – Danilo Kiš, Alexandar Tišma – e nostri contemporanei: Abdulah Sidran, Dubravka Ugrešic, Miljenko Jergovic, Vladimir Arsenijevic…
Libro che accende un dibattito – interrogativi e risposte – esplicito: chi vuole la fine della multiculturalità, chi vuole mettere “ordine e omologazione” nel mondo plurale che viviamo?
Opera grande che si schiera per un mondo plurale: incrocio e mescolanza di culture diverse. Per una Sarajevo che nonostante la prova tragica del lungo assedio – aprile del 1992 febbraio 1996, il più lungo blocco subìto da un consorzio umano – ancora resiste e si batte per la città delle molte culture e religioni.

ABDULAH SIDRAN poeta, prosatore, drammaturgo, sceneggiatore, personalità centrale del cinema, della letteratura e della poesia contemporanea. Ha pubblicato in edizioni italiane: La bara di Sarajevo/Sarajevski tabut, poesia, a cura di P. Del Giudice (edizioni bilingui: ed. “e”, Trieste, 1995 e seguenti; ed. ADV, Lugano, 2006); Il cieco canta alla sua città/Slijepac pjeva svome gradu, poesia, a cura di P. Del Giudice (edizione bilingue, ed. Saraj, Milano, 2006); Poesie scelte, a cura di Vanni Bianconi (editore Casagrande, Bellinzona, 2009); A Zvornik ho lasciato il mio cuore, teatro (ed. Saraj, Milano, 2004).
PIERO DEL GIUDICE Nella Jugoslavia della guerra civile e in Sarajevo assediata è corrispondente dei maggiori quotidiani e periodici di lingua italiana, della televisione svizzera e italiana. Suoi libri di quegli anni: I giorni della Slovenia (ed. “e” Trieste, 1991); Sarajevo Samizdat (ed. “e” Trieste, 1993); Morire per Sarajevo (ed. “e” Trieste, 1994); Sarajevo! (Galleria Gottardo, Lugano, ed. “e”, Trieste, 1995 e seguenti).

spazio jack villas

spazio jack villas

jack to jack

jack to jack

lorenzo e jack

lorenzo e jack

applausi a jack

applausi a jack

To beat or not to beat...

To beat or not to beat...

Bisognerebbe scrivere un poema sulle ultime notti di luna nuova nel parco. Si racconterebbe di un fine settimana poetico in cui una doppia sessione ad intensa emissione di emozioni ha messo a tacere le viscerali avversità del Caso. E non a caso… Il doppio, appunto. Forse vero tema dominante delle scorse sessioni (l’altra anima, dialogo poetico, recital Franco / Morpurgo). E, ovviamente, la sua negazione nell’unicità di un poeta dello spessore di Jack Hirschman.

Impossibile descrivere oggi, qui, la serata trascorsa in compagnia di Jack. Meglio sorvolare sulla matassa di sensazioni che rimane al suo passaggio. Ma non si può tacere a proposito dell’ importanza della sua presenza. Jack ha regalato a tutti gli amici convenuti una tonificante brezza di speranza. La potenza dei suoi versi, declamati in vibrante cadenza beatnik, ha riempito tutti gli angoli sensibili. C’era l’indomabile fierezza di chi lotta per la dignità (propria e degli altri). C’era la pervadente radiosità della controcultura americana. C’era il profumo di San Francisco. Ma anche i rumori di New York. Ah sì, il doppio…
Ma come tacere di tutto il resto? Il ‘nido’ che ha accolto Jack è stato una grande impresa comune. Gli amici, gli ospiti, i partecipanti, il pubblico. È merito di tutti.
La sala dello Spazio Villas è stata uno scrigno degno e sincero, una generosa oasi di cui Jack si ricorderà. E anche noi non dimenticheremo facilmente.

Come, del resto, non dimenticheremo l’importanza della sessione prima di ‘Oh Poetico Parco…’. Lo sguardo sulla letteratura slovena, il dialogo di una poetessa triestina di lingua slovena e di un poeta goriziano di lingua italiana (chissà perché mi viene in mente il Carso…) ha un’unica, inequivocabile volontà. La volontà di provare a far dialogare anime diverse ma, alla fine, identiche. Identiche nella necessità. Nella necessità di capire e di farsi capire. Ne riparleremo più in là. Intanto un piccolo passo lo abbiamo fatto.
Il concerto recital di Alessandra Franco e Riccardo Morpurgo ha dato alla serata una decisa sterzata verso emozioni estreme, fatte di suoni che riescono ad avere un colore, un profumo, un sapore. Rapiti dal virtuosismo delle esecuzioni del duo, scossi dall’intensità del sentire comune, naufragati nella tiepida magia del momento, i volti dei presenti dichiaravano una beatitudine incondizionata.
Tutte le parole sono inutili. Solito, crudele assioma: bisognava esserci

Grazie, Jack...

Grazie, Jack...

Pubblichiamo quasi integralmente l’articolo, scritto da Walter Chiereghin e apparso sul numero di dicembre 2008 di TRIESTE Arte & Cultura, dedicato all’antologia di scrittori sloveni per lettori italiani.

Capita a volte che, nel compulsivo ricorrersi di libri utili inutili, quando non addirittura dannosi, che intasano le nostre librerie, affiori un volume del quale lungamente s’era avvertita la mancanza. [...]
Il libro del quale parliamo tenta di scalfire il muro dell’incomunicabilità, offrendo al lettore italiano un’articolata selezione di testi tradotti, per lo più scritti nel Novecento, che danno conto di un secolo e più di vita parallela di tanti triestini di lingua e di cultura slovena. Non si tratta propriamente di un’antologia letteraria, in quanto alcuni dei testi presentati sono stati scritti con intenti che esulavano dalla finalità poetica o narrativa per essere inscritti nel registro della testimonianza, della saggistica o della prassi, come nei discorsi parlamentari di Josip Vilfan e di Engelbert Besednjak o nella predicazione ecclesiastica di Jakob Ukmar, o ancora nelle lettere di struggente addio scritte dai condannati a morte dal Tribunale speciale, come Pino Tomažič e Simon Kos. Voci diverse, accomunate da un idioma comune e chiamate, in questo volume, a comporre assieme una polifonica corale rappresentazione di un popolo intersecato con quello, maggioritario, di lingua italiana col quale, nell’esiguo ambito di questo fatale lembo d’Europa, ha condiviso lo spazio senza condividere appieno i destini.
Emblematicamente, il brano che apre il libro curato dalla Pirjevec è uno dei più celebri racconti di Boris Pahor, noto anche ai lettori italiani che hanno potuto leggerlo inserito nella raccolta pubblicata col titolo Il rogo nel porto. Si tratta dì Una sosta sul Ponte Vecchio [...]
Il racconto collocato dalla curatrice nella posizione d’esordio costituisce in effetti un punto d’arrivo nella descrizione di un secolo di storia e anche di una condizione esistenziale condivisa da un popolo che ha inteso caparbiamente non spogliarsi della propria identità anche quando il regime totalitario instauratosi in Italia in esito al primo conflitto mondiale cercò con ogni mezzo legale ed illegale dì conculcarne i più elementari diritti, a partire da quello, basilare, di potersi valere dell’uso della propria lingua materna quantomeno nei rapporti interpersonali se non in quelli giuridici.
All’altra estremità del libro, la chiusura è affidata ad alcune pagine di uno dei più acuti intellettuali sloveni triestini, Miran Košuta, di due generazioni abbondanti più giovane di Pahor, che nel suo Slovenica si interroga su croci e delizie della sua condizione di appartenente a questa minoranza [...]
Tra il racconto di Boris Pahor e la visione problematica di Miran Košuta, si distende nel libro curato dalla Pirjevec un secolo intero, rivisitato tramite l’esibizione di testi diversissimi tra loro per intenti e motivazioni, dalle liriche di Kosovel e Miroslav Košuta, alle prose di Pahor e di Rebula e decine e decine di altre testimonianze nei più eterogenei registri, che unitariamente compongono una storia di tutt’intero quel secolo breve e terribile che da poco ci siamo lasciati alle spalle. Per la comunità degli sloveni triestini, com’è noto, un secolo aspro e problematico, che ha visto la miseria del pregiudizio e della prevaricazione assieme all’eroismo di una resistenza tenace e combattiva, lacerazioni divaricanti e tentativi di convivenza civilmente rispettosa dell’altro, in un equilibrio precario sempre pencolante tra assimilazione e chiusura autoreferenziale.
Ci piace però pensare che quanto ci viene narrato da questo libro non sia la rappresentazione di quello che la comunità degli sloveni triestini è stata, ma, prendendo ancora in prestito la visione di Miran Košuta, di ciò che essa sarà nel futuro che freme dinnanzi a noi.

To beat or not to beat... Jack Hirschman

To beat or not to beat... Jack Hirschman

Sessione speciale OHPOPA2009
To beat or not to beat… Jack Hirschman

Domenica 24 maggio 2009 / dalle 20 in poi
Spazio Villas / Parco San Giovanni (trieste)

20.00
Proiezione di Caffé Trieste – un documentario a cura della Cappella Underground
21.00
Reading poetico con Jack Hirschman
23.00
Concerto in JackSession

In gentile compagnia di:
Paolo Cervi Kervischer / Fabio Sfregola / Franco Valussi / Baby Gelido / Riccardo Cepach / Lorenzo Acquaviva

Spazio Villas

Spazio Villas


Programma previsto per la serata del 22 maggio, dalle ore 20 in poi presso lo Spazio Villas (via de Pastrovich 5):
Presentazione dell’antologia ‘L’altra anima di Trieste. Saggi, racconti, testimonianze, poesie’, Mladika, Trieste 2008, con Nadia Roncelli (editore), Marija Pirjevec (curatrice) e Walter Chiereghin.
Dialogo Poetico con Francesco Tomada (Gorizia) e Majda Artač Sturman (Trieste), accompagnati da Flavio Davanzo (tromba).
Concerto recital per piano e voce del duo Alessandra Franco e Riccardo Morpurgo.

A seguire, sotto al pergolato glicine (Padiglione M):
JazzSet nella VIP(VideoInstallazioniPoetiche)area, djset a cura di PapaLoki con la collaborazione di Radio Fragola.